Karibuni Onlus

Natale 2011 in Africa PDF Stampa E-mail

 

E' Natale.

mancano solo pochi giorni al Natale.

Mancano 6 settimane al mio ritorno a casa.

In questo mese tanti sforzi per tanti progetti in crescita: nella fattoria di Langobaya sono arrivate le capre e abbiamo venduto tutti i nostri polli.

La comunità di Langobaya ci apprezza moltissimo e si aggira curiosa intorno alla fattoria. Anche il capo del villaggio ha voluto i nostri polli per Natale e sister Agatha, da Watamu, è giunta in fattoria per comprare due polli da offrirci alla cena di Natale.

 

 

 

casa delle capre attuale

 

 

Le nostre prime sei capre in fattoria, un maschio, 5 femmine di cui una gravida.

 

il bimbo del nostro farmer Harrison gioca a rincorrere le capre

 

 

 

 

 

Un'anguria cresciuta spontaneamente in fattoria!

 

Le piantagioni crescono in fretta e fra 2 mesi iniziano nuovi profitti derivati da Mais, Cassava e Cow Peas.

Anche le causarine saranno pronte da vendere fra circa un mese soltanto.

 

 

 

Stiamo finalmente giungendo ai primi profitti della fattoria, che verranno nuovamente investiti per progetti dedicati alla comunità.

Sotto Natale la richiesta di polli è stata molto alta e già siamo pronti ad avere altri nuovi pulcini e a creare una casetta più grande per i prossimi polli da carne in arrivo.

 

 

Margherita registra il profitto finale dei polli venduti in fattoria

 

Nuova mappa per nuovi percorsi in fattoria

 

Sister Agatha e i nostri polli, li ha cucinati per noi in occasione della cena di Natale di domenica.

 

Nel frattempo le due classi della Flora Nursery sono ultimate e quando i bimbi riprenderanno scuola a gennaio troveranno classi nuove ad aspettarli.

 

 

 

 

Questo mese è stato particolarmente intenso, stiamo iniziando a dare il via a nuove shamba presso le scuole, stiamo definendo i nuovi budget per il nuovo anno

e le problematiche da risolvere sono all'ordine quotidiano, anche per le piccole cose, qui in Africa.

Sono momenti in cui guardando le foto ad Aosta delle mie sorelle incappucciate mentre per mano guardano gli addobbi natalizi sento una stretta forte al cuore e tanta nostalgia.

Sono momenti in cui dopo quasi 5 mesi lontana da casa inizio a sentire forte il desiderio di guardare negli occhi mio padre e sorridergli.

Tranquillizzo quindi i miei lettori che già in privato iniziano a scrivermi come farò ad abbandonare l'Africa fra poco. Rispondo dicendo che la mancanza della mia famiglia in questo momento rende ogni emozione di distacco tutto più equilibrato. Torno con il desiderio forte di stare nella mia quotidianità familiare, mentre mio padre mi ascolta silenzioso, con una finta espressione di disinteresse, sapendo però quanto è orgoglioso. Torno con una voglia estrema di mangiare ancora le polpette della mia nonnona cara che mi aspetta e conta i mesi che ci separano. Torno con la necessità di vivere insieme alle mie sorelle, che sono tutta la mia vita. Tutto questo desiderio aiuta molto a compensare il vicino distacco da questa terra che ho sentito di amare e odiare come fosse una persona. Ci sono stati momenti in cui proprio non l'ho sopportata, altri in cui mi sono chiesta come ho fatto fino ad ora a vivere senza. Quante emozioni estremamente complesse mi hanno segnato per tutti questi mesi.

Quante fatiche impensabili hanno fatto crescere la mia pazienza e sopportazione.

L'Africa per me è stata la scuola più rigida e rigorosa dove imparare a calibrare le mie emozioni.

Ha avuto la grande capacità di accompagnarmi per tutto questo tempo attraverso una disciplina emotiva che mai pensavo di poter acquisire nella vita.

L'Africa per me è stata una figlia, da continuare a spronare nelle sue possibilità nel rispetto della sua essenza;

E' stata una sorella, quando nei giorni incredibili di sole mi ha regalato giorni di pioggia consolatoria e il vento caldo della sera;

E' stata una madre, verso la quale ho riposto i segreti delle mie debolezze e paure.

L'amore complesso che è riuscita a regalarmi e a ricevere è tutto ciò di cui mi sono nutrita in questi mesi.

Una continua altalena in cui spesso si ha la sensazione di poter cadere e su cui bisogna davvero "tenersi forte" mentre una mano invisibile ti spinge costantemente  con velocità.

Accetto con il sorriso ed un'adrenalina incontenibile di scendere da questa altalena, per ricaricare nuove energie e fare "il pieno" di amore insieme alla mia famiglia, prima di ripartire, di nuovo.

 

A tutti Voi un augurio sincero di Buon Natale, da una terra in cui il giorno di Natale sarà il più unico e il più originale che Qualcuno dall'Alto ha deciso di regalarmi.

 

 
Copyright © 2012 Karibuni Onlus. Tutti i diritti riservati.
bilginler Jandarma Kuvvetleri S4League Bilim ve Teknoloji Teknoloji Güncel Bilim Haberleri