Karibuni Onlus

30 anni in Africa PDF Stampa E-mail

 

Trent'anni in Africa.

 

Quante volte mi sarò chiesta tra i soliti pensieri che si fanno dove sarei stata a festeggiare i miei trent'anni. Ho perso il conto. Quante volte mi sono chiesta se a trent'anni sarei stata una psicologa operante in Italia o ancora in giro per il mondo a portare un aiuto diverso. Se avessi "finalmente" rinunciato alla spinta incontenibile di una valigia di speranze in nome della sicurezza di un lavoro nel "mio Paese". Trent'anni. Dieci anni fa avevo appena intrapreso il mio percorso sognandomi psicologa in uno studio privato a curare i miei cari pazienti. Cinque anni piu tardi la mia vita è cambiata irrimediabilmente. Dieci anni dopo giunge la scelta consapevole. Oggi infatti posso dire con tutta certezza di essere non solo riconoscente per sempre a quel viaggio che ha cambiato radicalmente la mia vita, ma di essere certa di non poter tornare ormai più indietro. Quante volte ci è dato di cambiare nella nostra esistenza?

Nel giorno del mio trentesimo compleanno una piccola palma verde mi fa compagnia su una spiaggia deserta, qualche samburu di passaggio sorride da lontano e mi saluta indicandomi la merce che potrebbe vendermi, un vento leggero e costante mi conforta dal forte caldo. Rifletto su quante valigie ho fatto, quante ne ho disfatte in lacrime, quanti biglietti aerei ho conservato, quanti sorrisi e sguardi ho incrociato, quante mani colorate ho stretto, quante persone ho abbracciato, in giro per il mondo. Piango e rido nello stesso momento, vivo di nostalgia della mia famiglia e della consapevolezza di chissà quante volte dovrò dire loro ancora "ci vediamo presto" e sapere che non è poi così vero.

Nei giorni importanti il senso di vuoto di chi ami crea una voragine tutto intorno e improvvisamente saresti disposto a lasciare tutto per tornare ad abbracciarli. Le mie sorelle preparano un cartellone per festeggiare il mio compleanno da lontano e con sorpresa vedo nella foto il mio papà che mi sorride e la mia nonna, augurandomi un buon compleanno. Che giornata intensa.

 

Giorni altrettanto intensi, di intensità decisamente diversa, sono succeduti uno dopo l'altro nelle ultime settimane, l'arrivo del nostro medical team in azione nei dispensari ha di nuovo portato un forte aiuto e consulenza professionale per le pazienti locali, nel campo cardiologico, insieme al coordinatore Dott.Walter Bonini e grazie ad un'ostetrica e due ginecologi davvero preparati e ottimi collaboratori sul campo.

 

 

  

 

 

  

 

Per la prima volta il medical team di Karibuni finisce....in prigione!

Ebbene prima del loro arrivo sono stata invitata dal Direttore della Croce Rossa di Malindi per discutere su eventuali collaborazioni e infine si è deciso di entrare nei contesti davvero svantaggiati a portare un po' di conforto e aiuto professionale, per cui almeno 40 donne  e i loro 5 bimbi hanno avuto visite gratuite e medicinali per potersi curare. Una nuova collaborazione insieme alla Red Cross che vedrà sicuramente un nuovo successo.

 

    

 

 

 

 

 

Nel frattempo le nostre ragazze parrucchiere della Diocesi di Malindi hanno l'opportunità di vivere in questi giorni training specifici da parte di amici professionisti giunti in Kenya per mettersi a nostra disposizione. Le nostre ragazze impareranno nuove tecniche con l'occasione di creare per loro nuove opportunità di lavoro e io insieme a Laura ci offriremo coraggiosamente come loro prime modelle durante una giornata dimostrativa a loro dedicata.

 

Le nostre shamba procedono, a Langobaya si stanno coltivando nuove piantagioni e nuove collaborazioni stanno crescendo, presto i nostri pulcini inizieranno a fare le uova e si darà il via a nuovi profitti per la comunità.

Abbiamo ricevuto un certificato ufficiale in cui si riconosce Flora Farm come una delle piu belle shamba della zona, dopo aver visto i pulcini e nuove coltivazioni avviate sono stata invitata dall' Agricoltural Officer per ricevere questo riconoscimento, è stata davvero una grande soddisfazione e una ricompensa a grandi fatiche.

 

   

 

 

 

Sono giorni senza tregua, in cui realizzo la difficile arte nel saper coordinare infinite persone e attività, attraverso ostacoli quotidiani e altrettante problematiche locali.

 

E' novembre, scrivo con un ventolino acceso sopra la mia testa a velocità 5.

Quando sono giunta ad agosto non sentivo neanche il bisogno di utilizzarlo, l'aria fresca della sera entrava naturalmente dalle finestre. Ora tutto è immobile e il caldo spesso insopportabile ti fa sentire a disagio anche di sera, quando sudi stando fermo e un computer acceso emana un calore che senti esagerato. Fa molto caldo, ogni giorno ci si arma in un duello costante con il sole, mi sto adattando come le persone del luogo ad uscire con un fazzoletto semi elegante per asciugare il sudore in viso che ahimè è costante e si fa sentire dalle 7.30 del mattino, senza tregua.

Il sole in Africa è una palla luminosa che viene lanciata in cielo dalle 6 del mattino e resiste fino alle 17, la luce ora è così forte che attraverso la savana si creano delle illusioni ottiche continue, è una luce così chiara e potente che dà spesso sensazioni di irrealtà, i miei occhiali da sole si sono piegati per la trascuratezza che ho dedicato loro negli ultimi mesi, sbagliando. Li indosso storti, senza riguardo, qui le priorità sono sempre legate all'assicurarsi di proteggersi sotto diversi fronti.

Aumentano le zanzare e i miei amichetti scarafaggi hanno invitato amici di diversi colori, alcuni hanno persino le corna, i miei primi incontri con loro erano di puro terrore, qui sono grandi, davvero grandi. Ma ora mi sembrano buffi, apprezzo la mia capacità infinita di adattamento e mi preparo a nuovi incontri, il caldo sfinente che avanza ha portato nella mia casa alcune lucertoline bellissime e colorate e ragnetti trasparenti saltellanti che si infilano ovunque, una mattina preparo il mio solito chai (thè), il tempo di rispondere ad una telefonata mentre lascio raffreddare la tazza ed ecco che già in quattro erano finiti dentro ustionandosi. L'allerta di proteggersi da amichetti che si autoinvitano ovunque aumenta, piccoli infezioni della pelle anche, qui è davvero facile, il mio affezionato medico col terzo occhio mi ha raccomandato 6 pastiglie di vitamina C al giorno e devo dire che dopo lo spavento del secondo mese, in cui sono stata davvero molto male, fino ad 'ora a parte qualche disagio passeggero, sono sempre in salute e questo è davvero un dono.

Ho imparato a pregare nella mia mente prima di mangiare e prima di bere da un bicchiere offerto fuori casa e che non è educazione rifiutare. Prima chiedo che non mi faccia ammalare, poi prego ringraziando, sono abitudini ormai automatiche che sono nate e cresciute qui.

Sono tanti i miei modi di vivere che sono cambiati e se prima ci facevo caso ora sono i neo- arrivati dall'Italia a farmelo notare ed è in quel momento che sorrido e realizzo tante piccole cose.

A trent'anni, in Africa, io mi nutro di una vita semplice e allo stesso tempo estremamente complessa, il tempo che gestisco non è più quello dell'orologio, i miei dottori personali non sono laureati in medicina classica, gli ospiti della mia casa sono spesso appartenenti al regno animale, i miei appuntamenti formali sono in infradito e vestiti semplici senza trucco, i conoscenti locali che mi circondano credono profondamente a verità a cui io credevo da piccola nelle favole che mi raccontava la mia nonna.

A trent'anni in Africa io me ne sento dieci per la continua sorpresa con cui vivo la bellezza di questa terra e me ne sento cento per tutta l'esperienza e tutto ciò che mi sta insegnando in ogni singolo momento che vivo.

Buonanotte Africa.

 

   

   

 

(le foto presenti in questo scritto sono state scattate dal nostro bravissimo ginecologo Dott. Marco Scioscia durante i giorni di attività).

 
Copyright © 2012 Karibuni Onlus. Tutti i diritti riservati.
bilginler Jandarma Kuvvetleri S4League Bilim ve Teknoloji Teknoloji Güncel Bilim Haberleri