| Piccoli passi per Grandi obiettivi |
|
|
|
| Diario di viaggio di Paola Deriard | |
| Martedì 06 Settembre 2011 21:20 | |
|
" Io non lo so ancora quanti anni ho, quando potrò permettermi di andare da un dentista lo scoprirò, un giorno.." Così mi risponde Tuma, ad una semplice domanda sull'età. Semplice...in questa terra la nostra concezione di semplice spesso si imbarazza o si vergogna. Tuma mi racconta che qui, in Africa, i bimbi nati in casa " o sotto baobab" non sono chiaramente registrati in ospedale e spesso non sanno la loro età. Mi aggiunge che solo tramite un'osservazione accurata dei loro denti, i dentisti del luogo riescono a risalire alla loro età anagrafica. Non smetto mai di imparare qui, mai.
In Italia non potevo sopportare di passare una settimana senza leggere almeno un libro. Qui in Africa leggere un libro mi porta via del tempo che va vissuto, basta viverla per avere la sensazione di esserci, dentro ad un libro. Questa settimana mi ha vista impegnata in diverse attività con Karibuni, che condivido di seguito con i miei lettori. E' stata portata a termine la costruzione della Farm House a Langobaya, si inziano ora i prossimi passi per la Farm che ospiterà alcune specie di animali e oltre a creare lo spazio per allevare polli e capre che portino un profitto costante alla comunità, stiamo pensando di portare anche qualche piccolo cammello. Questa idea mi è sorta quando l'anno scorso, collaborando in Tanzania, io e le mie sorelle abbiamo avuto l'opportunità di scambiare diverse informazioni con i Maasai, i quali ci dicevano che a causa della siccità, la loro comunità sta lentamente cambiando il loro modo di vivere sostituendo lentamente alle mucche i cammelli, per diversi motivi: i cammelli sono molto più resistenti delle mucche in situazioni di grave aridità dell'ambiente, riescono a sopportare la sete per un periodo decisamente maggiore, il loro latte è cinque volte più proteico di quello di mucca e con la pelle del cammello si possono fare coperte naturali che sfidano temperature importanti, durante l'escursione termica che esiste nella loro regione. Ho così proposto al Presidente Gianfranco questa idea e chissà che forse, date le non felici notizie pervenute in questi mesi anche nella regione nord del Kenya, si possa pensare all'allevamento e alla lenta, progressiva sostituzione del cammello in casi di emergenze, presso le aree dove Karibuni è presente. Un'idea che con qualche sforzo può essere già un inizio di realtà... Un'altra bella notizia arriva dalla nostra Special School a Gede, dove ora si potrà utilizzare la lavatrice da noi regalata, per poter lavare senza difficoltà gli indumenti dei nostri cari studenti diversamente abili. Stanno partendo i lavori per riverniciare la scuola e renderla sempre più accogliente. Fra poco la nostra cara Laura, educatrice italiana che ha dedicato 3 mesi intensi della sua vita in aiuto a questa Scuola, tornerà per altri sei mesi a portare il suo speciale supporto ai nostri bambini speciali. Laura ha portato a loro un supporto indispensabile, aiutandoli a superarsi nei loro limiti e ha donato loro quell'amore di cui tanto hanno bisogno. Presso la scuola di Mida si prevedono innovazioni in corso...un nuovo sistema scolastico appositamente studiato insieme ai nostri collaboratori locali, avrà lo scopo di stimolare la creatività nei bambini, sia attraverso le loro attività abituali di lezione frontale e di disegno, sia attraverso un'idea che ho proposto durante l'ultima riunione insieme e che sembra essere stata accolta caldamente. Ho pensato di poter organizzare delle "escursioni culturali", che possano da un parte stimolare la curiosità e la conoscenza dei bimbi attraverso l'esplorazione delle meraviglie della loro terra (ho pensato ad una gita presso L'Arabuko Sokoke Forest che è vicina alla scuola) e avvicinarli interattivamente alla storia della loro cultura attraverso una gita alle Rovine di Gede. Nulla esclude poi di poter organizzare qualche gita al mare, molti bimbi di qui, per quanto possa sembrare assurdo, non hanno mai visto il loro fantastico mare!! Da queste esperienze vissute, "introiettate", come piace dire a noi psicologi, si potranno creare espressioni più diverse "del Sè", tramite il disegno e la scrittura. Stimolare la creatività e la consapevolezza identitaria dei nostri bambini sarà uno degli obiettivi primari che vorremmo raggiungere. Chiaramente queste gite saranno estese a tutte le nostre scuole, mi sto informando sui luoghi dove poter portare i bimbi di Langobaya e Malanga, zone più remote e lontane dalla costa. In poche settimane pubblicherò le prime foto di queste giornate che saranno per tutti noi memorabili. In questi giorni sono presenti i nostri dentisti italiani, che si stanno dedicando molto in questa settimana, presso le nostre strutture ospedaliere. Poco fa ho incontrato il team che soddisfatto mi racconta aver visitato più di 50 pazienti nella sola giornata di oggi, presso il nostro ospedale di Marafa. Domani sarà la volta di Watamu, presso il dispensario della zona. Dall'Italia si stanno organizzando le prossime partenze del Medical Team, mentre nel nostro ospedale di Gede tra poco saranno giunti i macchinari per l'anestesia e per la radiologia. Tante idee che prevedono piccoli passi per grandi obiettivi, ogni giorno qui è una sfida, un'opportunità da creare, insieme. Questa domenica mi sono regalata mezza giornata di relax all'isola di Robinson, attraversando la spiaggia dorata (le pagliuzze dorate della sabbia creano con la luce dei giochi di colore incredibili) e la meraviglia di questa terra magica continua a lasciarmi senza parole. I miei silenzi si riempiono di sensazioni che trovano un limite nell'espressione scritta, in questo Paese le parole sono prigioni, non bastano mai, sembrano spesso inutili. Mi trovo in diversi momenti a domandarmi come fare a descrivere certe emozioni che l'Africa regala di continuo, non basta una foto, non basta un profumo, non bastano mille pagine, non basta raccontarlo.
L'Africa è da conoscere, è da vivere, non esiste alternativa. Io auguro sempre a chi amo di venire qui, di venire a scoprire questa terra sconvolgente. Verso il tramonto del mio ritorno alcuni baobab maestosi si sono presentati nelle loro svariate forme e grandezze. Ho pensato con tutta certezza che la punizione che Dio ha inflitto al baobab secondo la nota leggenda, non sia comunque stata sufficiente per nascondere la sua straordinaria bellezza e fascino, che mi fa innamorare ogni giorno che ne incontro uno. La leggenda del Baobab? Nel prossimo scritto ve la racconto, come sempre scrivo di notte e le stelle qui indicano che è arrivato il momento di augurare la mia buonanotte: allora Buonanotte Africa, amore mio.
|
|



