Karibuni Onlus

Accoglienze indimenticabili PDF Stampa E-mail
Diario di viaggio di Paola Deriard
Martedì 30 Agosto 2011 14:45

"Raccontami, cosa vivi lì? "

Sul mio profilo di facebook e sulla mia posta personale ricevo ogni giorno questa domanda da diversi amici e persone rimaste in Italia. Una domanda che sembra così semplice.

Una risposta impossibile da far giungere come si vorrebbe.

In questa seconda mia settimana qui in Africa ho quasi terminato di fare visita agli innumerevoli progetti di Karibuni. Siamo stati ricevuti con un'accoglienza al limite del commuovente, a Langobaya, a Malanga, dove i bambini hanno danzato e cantato per noi, dove tutta la comunità locale è rimasta in attesa silenziosa del nostro arrivo, sotto un sole e una luce intensi, ordinati e composti nella loro grande dignità. Gli anziani dei villaggi intorno, disposti a semicerchio, lavorano con infinita pazienza le foglie con cui creano ceste, borse e altri oggetti specialissimi, i bimbi raccolti e timidi ci osservano e ci circondano, il nostro partner locale ci accoglie come interprete di persone che non conoscono altro che la loro meravigliosa quanto complessa lingua swahili. 

Ho espresso il mio desiderio forte di collaborare con loro in supporto per Karibuni, tutti applaudono, le danze ci uniscono senza aver più bisogno di interprete alcuno, mille colori ci investono e ci inducono a partecipare, avvolti da un' intensa luce e dai sorrisi indimenticabili e unici dei bambini. Si vive una grande emozione, la mia difficoltà in questi giorni sta nel trovare parole adatte per esprimere ciò che sento. 

Ho promesso a queste belle persone che avrei imparato la loro lingua per essere loro più vicina, hanno sorriso e applaudito, tra questa gente colorata e luminosa io ho la sensazione di sentirmi a mio agio pur non conoscendola.

A Langobaya lo stregone della comunità ci ha dedicato la danza del kuku (gallo) e ci ha augurato tanti buoni propositi. A Langobaya la terra è del colore rosso che solo alcuni pastelli potrebbero descriverla.

A Langobaya i colori creano un contrasto tale di luce che si ha spesso la sensazione di trovarsi protagonisti inaspettati di un quadro d'estate.

Il vento sempre costante in questi mesi dell'anno è spesso un conforto durante le intense giornate che sto affrontando. Quello stesso vento che di sera fa danzare le mie tende e proietta sulle pareti della mia stanza le forme più diverse degli alberi qui intorno.

Ogni ritorno a casa dopo giornate come queste mi permetto di fare ordine alle emozioni e di dare un senso a ciò che provo. In silenzio nella mia cucina io guardo fuori dalla finestra e vengo rapita dai rumori di fuori sulla strada. Voci lontane e vicine che si chiamano, il richiamo del Muezzin alla moschea a pochi passi dalla mia abitazione, un via vai colorato di uomini e donne di diverse culture e religioni che camminano a fianco, i lunghi burka delle donne musulmane si confondono sulla strada tra i colori degli abiti delle donne giriama e le lunghe tuniche chiare degli uomini di passaggio.

Una confusione che qui appare ordinata e che ho capito solo qui trova il suo senso.

Ad ogni mio ritorno a casa dopo aver comprato frutta e verdura nei mercatini qui intorno, mi faccio volentieri accompagnare da alcune caprette confuse nel traffico, mi faccio strada insieme ad alcune galline che attraversano veloci al passaggio di tuc tuc e matatu impazziti, i bimbi salutano per mano alle loro mamme, venditori e venditrici spesso insistono per farti entrare nei loro piccoli negozietti, con la speranza di guadagnare ancora qualche scellino.

Per non perdermi tutto questo io spesso scendo a qualche fermata prima della mia abitazione e ogni giorno è bello constatare che sebbene il percorso sia sempre lo stesso, le situazioni sono sempre nuove e diverse e i miei occhi sono continuamente distratti e incuriositi.

Il mercoledì di questa settimana siamo stati ricevuti dalla tribù dei meravigliosi Mijikenda, una tribù in estinzione in questa terra, che attraverso una lotta pacifica e silenziosa cerca di salvaguardare la propria cultura e le proprie tradizioni. Un'accoglienza che ha dell'indescrivibile, tra danze preistoriche e usi locali, si invocano gli antenati per interrogarli sul nostro futuro, si condivide insieme un'atmosfera lontana e pacifica, serena, che sa di vita vera.

Le contraddizioni uniche di questa terra mi colgono spesso di sorpresa e non ho il tempo di realizzarle a pieno, l'incredibile e lo straordinario diventano improvvisamente parte del tuo quotidiano e non è facile esserne sempre preparati.

Oggi ad esempio abbiamo accompagnato a Mida e a Gede alcuni turisti interessati ai nostri progetti e durante il ritorno verso Watamu, vicino all'entrata dell Arabuko Forest, una mamma babbuino proteggeva il suo cucciolotto dal traffico della strada. Sul momento ho sorriso e ho osservato incuriosita la scena davanti ai miei occhi. Solo ora, facendo ordine alle troppe sensazioni del giorno, mi rendo conto di come io stia vivendo come normalità situazioni straordinarie come questa. Sorrido e vado a dormire felice e curiosa del nuovo giorno che mi aspetta. Mentre sto per sistemare con cura  la zanzariera del mio letto, io mi chiedo quante volte in Italia mi è capitato di andare a dormire con questo sorriso. Quante volte mi è capitato di sospirare guardando il cielo e urlando in silenzio un "grazie".Buonanotte Africa.

 

 
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