Karibuni Onlus

15 Agosto, Karibu Kenya. PDF Stampa E-mail
Diario di viaggio di Paola Deriard
Venerdì 19 Agosto 2011 17:01

Qualche giorno prima della mia partenza avevo preparato l' ipod con alcune musiche selezionate appositamente da ascoltare una volta qui.

Pensavo di ascoltarle di sera, prima di dormire, guardando fuori dalla finestra.

Non ho ancora avuto il coraggio di farlo, sarebbe come interrompere una melodia continua che mi accompagna da quando mi sveglio a quando decido, a malincuore, che è ora di andare a dormire.

Sono in Africa, sono tornata.

Giungo in Kenya la sera del 15 agosto, un vento caldo e umido mi attende all'aereoporto di Malindi insieme al sorriso composto di Jimmy, che riconosco per via della maglietta di Karibuni, che indossa orgoglioso mentre mi cerca con gli occhi tra i passeggeri.

Sono provata dal viaggio che è sembrato interminabile, ma quando Jimmy mi da il suo benvenuto in swahili "Karibu sana Paola" realizzo, credo per la prima volta, di essere tornata davvero in Africa.

Sono qui da soli due giorni e avrei già pagine da riempire di sole emozioni.

In questi primi giorni cerco di trovare il tempo e lo spazio per adattarmi al contesto geografico, culturale e relazionale che mi accoglierà per tutto questo tempo.

Con Jimmy da subito, il giorno dopo, conosco per la prima volta la scuola di Mida sostenuta da Karibuni, così tanto immaginata e pensata in questi mesi in Italia. Incontro Licia che sta tenendo una lezione di italiano agli insegnanti, mi avvicino silenziosa ed emozionata e assisto seduta tra "gli studenti", tra i sorrisi generali che mi regalano insieme ad una forte curiosità reciproca e un caldo benvenuto.

Rifletto su quanto sia facile qui sorridersi e sentirsi accolti, è una dolce sensazione che mi accompagna costantemente in questa terra.

L' Africa non si fa aspettare a darti il suo unico inconfondibile benvenuto, lo ha fatto il primo giorno quando, appena uscita composta da casa per recarmi a conoscere la scuola di Mida, una pioggia fitta e improvvisa si fa spazio tra la luce di pochi minuti prima, lasciandomi fradicia tra le vie colorate dei mercatini, lo ha fatto quando in attesa di una jeep che mi portasse alla scuola, finisco su una moto aggrappata timidamente al conducente, lo ha fatto quando giunta alla scuola tanti bambini corrono incontro a conoscerti e a cantarti la classica canzoncina "Jambo bwana", circondandoti di sguardi curiosi e sorridenti. Alcuni di loro mi salutano in italiano, altri in inglese, orgogliosi dello studio di queste lingue, io rispondo timidamente in swahili, loro ridono e sono increduli di sentirmi parlare la loro lingua, che in realtà conosco davvero ancora poco. Come sono piccolini questi bimbi bellissimi, alcuni di loro già portano sulla schiena altri bimbi ancora più piccoli.

Mentre mi sposto camminando per conoscere le varie classi e Licia mi accompagna insieme ad alcuni turisti in visita, i bimbi fanno a gara per darmi la mano, così prometto un dito per ciascuno e a turno cinque bambini a un lato e dall'altro incrociano le loro ditina con le mie e camminiamo su questa terra rossa tra casuarine, palme e vento costante. Realizzo la felicità, per qualche secondo intenso, realizzo non voler essere in nessun altro posto dell'universo.

Mida è bellissima. I banchi piccoli dei bimbi della nursery sono allineati composti alle pareti e le letterine colorate dell'alfabeto fanno da contorno insieme ad alcuni disegni.

Il negozio a fianco vende diversi oggetti locali, alcuni dei turisti oggi interessati hanno acquistato apportando un aiuto a questa splendida scuola, hanno portato diversi quaderni e biro per i bambini.

E' stata una giornata intensa, carica di emozioni.

Domattina visiterò l'ospedale di Gede, con il nuovo reparto di maternità, sarà una nuova e forte emozione.

In Africa a stancarmi non sono mai le lunghe camminate per raggiungere posti che sembrano così vicini, non sono mai le ore di luce e sole potente che illuminano le tue giornate, per quanto mi riguarda ciò che più mi stanca sono le emozioni profonde e la commozione  e gratitudine che spesso sono compagne di questi miei primi giorni.

Il fruscio delle palme al vento e la danza delle tende bianche nella mia cucina all'aperto, sono il benvenuto quotidiano al mio ritorno a casa e la ninna nanna più bella io possa mai ricevere alla fine di queste giornate.

Buonanotte Africa.

 
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